Play it again

Venerdì 13 Settembre 2019

20:30 | Teatro Ventidio Basso

Molto spesso la parte migliore dei concerti sono i bis e allora perché non cominciare direttamente da lì?
Play it again, il terzo show del duo Igudesman & Joo (dopo A Little Nightmare Music e And Now Mozart) è tutto alla rovescia e avvera i desideri del pubblico!
Sebbene nessuno spettacolo di Igudesman & Joo sia uguale, con Play It Again viene promesso esplicitamente che ogni concerto sarà profondamente diverso l’uno dall’altro. Ogni brano dello show sarà deciso spontaneamente subito prima e ci sarà l’occasione per i fans di fare delle richieste specifiche. Inoltre, dopo aver girato il mondo per più di un decennio ed impegnandosi per esibirsi utilizzando la lingua locale, Play It Again sarà presentato da Igudesman & Joo in un nuovo linguaggio, una sorta di Esperanto globale e multiculturale che tutti saranno in grado di comprendere: il Joodesmanish!
Una volta che Igudesman & Joo avranno suonato Play It Again li vorrete sentire di nuovo.

Con la partecipazione di Gloria Campaner

Autori

Aleksey Igudesman

Nasce a Leningrado. Non ha vinto nessuna gara musicale, soprattutto perché non ha mai pensato di gareggiare. Durante gli anni di formazione alla prestigiosa YehudiMe- nuhin School, Aleksey legge le opere complete di Bernard Shaw, Oscar Wilde e Anton Chekhov, cosa che non migliora la sua capacità di suonare il violino ma lo fa sentire stupidamente superiore ai suoi colleghi, meno intellettualmente dotati ma molto più disciplinati.

Dopo aver studiato con Boris Kuschnir al Conservatorio di Vienna e aver sentito dire tante volte da tante persone che erano tanto preoccupati per il suo futuro, Aleksey inizia una carriera di successo come violinista, compositore e arrangiatore. Registrando diversi CD per la BMG e lavorando a Hollywood con il premio Oscar Hans Zimmer. Suona con un arco creato dal liutaio Benoit Roland di Boston su un violino Santo Seraphin del 1717 per gentile concessione della Erste Bank.

Hyung-Ki Joo

È britannico ma sembra coreano, o il contrario, o entrambe le cose. Lascia intuire per la prima volta il suo talento per la commedia mentre gli cambiano il pannolino. Ha studiato alla scuola Yehudi Menuhin dove si è ritrovato tra genietti e bambini-prodigio ed era quindi convinto che prima o poi lo avrebbero cacciato a pedate. In realtà non viene cacciato “fuori” a calci, ma preso a calci “in giro” per la scuola da insegnanti e compagni di studi, incluso Aleksey Igudesman. Dopo questa dolorosa esperienza, Joo inventa un nuovo modo di suonare il piano noto come il “Piano Karate”.

Oltre a suonare, comporre, ridere e lavarsi i denti a pazza velocità, la passione per l’insegnamento ha portato Joo a sviluppa- re dei personalissimi seminari dallo stile unico.