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Sfida alla Tastiera

LUOGO

Auditorium “Neroni”

DATA

3 Aprile 2022 ore 19:00

Gli elementi dell’espressione musicale, presentati in concerto sotto forma di sfida a due pianoforti: un pianista robot a 53 dita – TeoTronico, inventato e costruito da Matteo Suzzi con materiali di riciclaggio – sfida un pianista umano –  Roberto Prosseda, noto a livello internazionale soprattutto per le incisioni Decca dedicate all’opera pianistica integrale di Felix Mendelssohn.

I due pianisti suonano gli stessi brani, e commentano reciprocamente le loro interpretazioni. Il pubblico avrà modo di apprendere, divertendosi, quali sono i principi per ascoltare la musica in modo più consapevole, scoprendo la varietà di stati d’animo ed emozioni che l’ascolto è in grado di suscitare.

Sin dalla sua nascita, il pianoforte è stato anche un “campo di battaglia” per virtuosi della tastiera. La storia della musica è costellata di celebri sfide alla tastiera, come quelle tra Mozart e Clementi o tra Thalberg e Liszt.

Complice il fascino spettacolare, quasi sportivo, che il competere in pubblico suscita negli spettatori, stimolandone la curiosità e lo spirito critico.

In questo filone si colloca, dunque, la sfida odierna tra un pianista “umano”, Roberto Prosseda, e il suo collega robot, TeoTronico, in grado di suonare il pianoforte con le sue 53 dita.

Il robot, dotato di parola, metterà in discussione le interpretazioni a suo dire “troppo soggettive” dei musicisti umani, e argomenterà anche verbalmente sulle proprie scelte estetiche e interpretative.

Un’occasione, dunque, per riflettere sul complesso rapporto tra riproduzione e interpretazione, tra fedeltà al testo e creatività.

Roberto Prosseda spiega le motivazioni e gli obiettivi di questa insolita sfida: «Perché fare un concerto con un pianista e un robot?

L’idea è quella di spiegare il senso vero della musica classica ai bambini, che magari non hanno mai ascoltato un brano classico, o comunque non hanno mai avuto modo di capirne il senso. E paradossalmente la presenza di un robot, che è quanto di più lontano di possa essere dal sapere interpretare con emozione la musica classica, è una presenza che li può attrarre, incuriosire, ma anche aiutare a capire le differenze tra riproduzione (quella che fa il robot) e interpretazione (quella che facciamo noi musicisti umani). Quindi speriamo che con questa occasione i piccoli, futuri spettatori di concerti avranno modo di appassionarsi alla musica e tornare ad ascoltare un concerto, o magari di iniziare a studiare uno strumento musicale. E che possano capire che la musica non è soltanto un diversivo o un passatempo, ma anche qualcosa che può dare un senso più profondo alla nostra esistenza. E sapersi ascoltare è certamente uno dei passaggi più importanti per una crescita, un’evoluzione non solo culturale, ma anche sociale e dell’individuo stesso.

In un’epoca in cui le macchine e l’informatica sembrano volersi appropriare di gran parte delle attività svolte dall’uomo, questa insolita sfida alla tastiera punta l’attenzione sull’importanza della creatività e delle emozioni come priorità assoluta del far musica, in opposizione all’algida esattezza delle esecuzioni del robot. Oggi le nostre vite sono sempre più invase dalla tecnologia, ed è importante non perdere la nostra identità e la coscienza delle nostre emozioni.»

Un’occasione per riflettere, senza accademismo e con ironia, sui principi dell’espressione musicale, e per riscoprire la grande tradizione interpretativa custodita negli antichi rulli di pianola.